Leishmaniosi Canina

Leishmaniosi

Che cos’e’ la leishmaniosi?

La Leishmaniosi è una patologia che colpisce il cane, diffusa in tutto il bacino del Mediterraneo.

Leishmaniosi Distribuzione Mondiale
Leishmaniosi Distribuzione Mondiale

Leishmania

Leishmania Infantum

La malattia è causata da un protozoo del genere Leishmania (soprattutto Leishmania Infantum), ed il cane si infetta prevalentemente per via indiretta, tramite la puntura di un insetto ematofago, il flebotomo.

Il felbotomo è un insetto simile ad una zanzara attivo nei mesi estivi; le ore in cui è maggiormente attivo, sono quelle notturne.

Leishmaniosi nel Cane

Come si sviluppa la Leishmaniosi

Le leishmanie, una volta inoculate nel cane, entrano in contatto con i granulociti neutrofili, migrati nel sito d’infezione, i quali fagocitano il microrganismo senza però riuscire ad ucciderlo.

I neutrofili infetti producono una citochina che richiama i macrofagi, che sono la cellula bersaglio delle leishmanie.

I macrofagi a loro volta fagocitano i neutofili contenenti le leishmanie, ma nemmeno queste cellule sono in grado di inattivare il parassita.

Le leishmanie riescono infatti a sopravvivere ed a moltiplicarsi nei macrofagi, distruggendoli. Dal sito primario cutaneo d’infezione, il parassita può essere disseminato, sia attraverso la via ematica che attraverso la via linfatica, andando così ad infettare i macrofagi di midollo osseo, linfonodi, fegato, milza, reni e tratto gastro-enterico.

La replicazione delle leishmanie avviene soprattutto a livello di alcuni organi interni, come il fegato, la milza ed il midollo osseo.

Non tutti i cani che vengono punti dal flebotomo ed entrano in contatto con la leishmania sviluppano la malattia: la resistenza o la suscettibilità alla malattia, dipendono dal tipo di risposta immunitaria che il cane mette in atto: l’immunità protettiva è quella di tipo cellulo-mediato, che consiste nella attivazione dei linfociti T-helper, che vanno a distruggere i macrofagi infettati dalle leishmanie.

Se invece il cane sviluppa una risposta di tipo umorale,  con attivazione dei linfociti B che iniziano a produrre anticorpi contro le leishmanie, sviluppa la malattia: questi anticorpi prodotti sono infatti aspecifici e non riescono a distruggere le leishmanie;  inoltre tendono a depositarsi a livello dei capillari determinando lesioni da immunocomplessi, come glomerulonefriti, vasculiti, uveiti e poliartriti.

In più, a causa della continua e spropositata attivazione, il sistema immunitario del soggetto colpito può andare in tilt, con produzione di autoanticorpi contro le piastrine, i globuli rossi e così via.

La leishmaniosi canina determina inoltre immunodepressione, per cui spesso può presentarsi in associazione a patologie concomitanti, come l’ehrlichiosi,  la babesiosi e la demodicosi.

Sintomi Leishmaniosi

I cani malati di leishmaniosi presentano sintomi molto vari e aspecifici: i più classici sono rappresentati da:

• Dimagramento

• Atrofia muscolare soprattutto dei muscoli di faccia e testa

• Mucose pallide talvolta costellate di microemorragie: le leishmanie determinano anemia e piastrinopenia poiché replicano nel midollo osseo

• Linfoadenomegalia generalizzata per replicazione delle leishmanie all’interno dei linfonodi

 Lesioni cutanee

• Lesioni oculari: queste possono essere sia dovute alla lesione delle ghiandole lacrimali da parte del parassita stesso (cheratocongiuntivite secca), sia al deposito di immunocomplessi (uveiti)

• Insufficienza renale: dovuta alla deposizione di immunocomplessi a carico del glomerulo renale, è la principale causa di morte nei soggetti affetti da leishmaniosi

• Rinorragia: per presenza di ulcere a livello del tartufo

• Onicogrifosi

• Vomito e diarrea: il vomito è un sintomo legato alla insufficienza renale, mentre la diarrea può essere causata dalla localizzazione del parassita a livello intestinale

Le lesioni che leishmania riesce a dare a carico della cute sono abbastanza caratteristiche e hanno la peculiarità di essere lesioni non pruriginose. Queste sono rappresentare da:

• Dermatite secca esfoliativa: aree di cute secca e con poco pelo, che si desquamano facilmente. Questa forma si localizza prevalentemente a livello dell’area perioculare (segno degli occhiali), del dorso del naso, sui padiglioni auricolari, sul dorso degli arti e sulle prominenze ossee.

• Dermatite ulcerativa: determinata da vasculiti da immuni complessi, è caratterizzata dalle presenza di ulcere a carico dei cuscinetti plantari, delle prominenze ossee, di margini dei padiglioni auricolari e del tartufo.

• Dermatite nodulare: caratterizzata dalla presenza di noduli singoli o multipli, di varie dimensioni, non ulcerati e non dolenti. Al loro interno contengono le leishmanie.

• Dermatite pustolosa sterile: rara forma di dermatite caratterizzata dalla comparsa di pustole soprattutto a livello delle aree prive di pelo.

• Ipercheratosi del tartufo

• Depigmentazione naso-labiale

 Onicogrifosi

La leishmaniosi è generalemte una malattia ad andamento cronico, anche se talvolta, soprattutto nelle aree endemiche e nei soggetti giovani, può manifestarsi in forma iperacuta.

Diagnosi Leishmaniosi

La diagnosi viene effettuata mediante:

• Esame del sangue: di solito le alterazioni più comuni sono rappresentate da anemia e piastrinopenia associate un marcato aumento delle proteine totali e talvolta ad alterazione dei parametri di funzionalità epatica (urea, ALP e ALT) e renale (creatinina e urea).

• Elettroforesi del Siero: questo esame mette in evidenza su di un tracciato, l’alterazione delle proteine del sangue. In corso di leishmaniosi si ha una ipergammaglobulinemia (aumento degli anticorpi circolanti e di altre globuline) associata a una diminuzione delle albumine, che sono le proteine solitamente più rappresentate in circolo.

• Evidenziazione diretta del parassita mediante osservazione al microscopio di un ago aspirato di linfonodo, milza o midollo.

• Test sierologico IFAT, che rivela la presenza di anticorpi anti-leishmania in circolo

• Esame SDS-page delle urine: questo esame, che è una elettroforesi volta alla identificazione delle proteine presenti nelle urine, è utile per il monitoraggio della funzionalità renale. La leishmaniosi determina infatti  un danno a livello del rene e prima di iniziare la terapia è fondamentale vedere a che stadio è il danno.

Terapia e Prognosi:

Dalla leishmaniosi è quasi impossibile guarire e la prognosi è sempre riservata. La terapia che il veterinario vi consiglierà ha una triplice funzione:

• Determinare la scomparsa dei segni clinici

• Ridurre la carica parassitaria

• Allungare i tempi tra un ciclo di terapia e l’altro

I farmaci ad oggi più utilizzati per la terapia della leishmaniosi sono rappresentati  da:

• Antimoniato di N-metilglucamina:  inoculato al cane per almeno 30 giorni o fino alla scomparsa dei segni clinici. Ha azione leishmanicida.

• Allopurinolo: somministrato per os per un periodo variabile, definito dal veterinario. Usato in associazione all’antimoniato di N-metilglucamina. Ha azione leishmaniostatica.

Altri farmaci proposti per la terapia di leishmania vanno usati solo quando non è possibile effettuare iniezioni al cane o in caso di intolleranza verso i farmaci sopracitati.

Prevenzione:

Fondamentale nelle aree a rischio è la profilassi per evitare che il cane venga punto dal pappatacio: si trovano in commercio sostanza repellenti a base di delmametrina o piretroidi ed è buona norma far dormire il cane all’interno di casa durante la notte, poiché il pappatacio è attivo soprattutto nelle ore serali.

Video: Evidenziazione diretta delle leishmanie in una milza.

 

Partecipa al forum di discussione su questo argomento - (1) Messaggi